Niente gomme da cancellare

Qualche giorno fa mi sono rimessa a disegnare, praticamente dopo secoli. In genere questi sono attacchi sporadici, che non durano più di qualche giorno: non disegno mai perché non sono soddisfatta di come disegno, ma non sono soddisfatta di come disegno proprio perché non lo faccio mai. Un circolo vizioso semplice, stupido, infrangibile.

Così, per prendere coraggio, ho una specie di rituale. Vado a riprendere Disegnare di Quentin Blake e John Cassidy. Non c’è neanche bisogno che riapra pagina 5. Ormai so perfettamente che cosa dice: Noi non crediamo nell’errore.

disegnare pagina 5 001

Per curiosità, sono andata a cercare le 7 regole d’oro dell’illustrazione di Quentin Blake – anzi, poiché non credo che Blake sia una persona autoritaria e normativa, i suoi 7 consigli per chi fa l’illustratore o vorrebbe farlo. La prima regola (la PRIMA!) è questa:

PERDI LE TUE INIBIZIONI Tutti sanno disegnare qualcosa. Alcuni si vergognano perché pensano di non essere molto bravi, ma quello che dico loro è: “Disegna quello che puoi vedere davanti a te”. Se lo riguarderai dopo resterai sorpreso di cosa hai portato via da quella persona, quella situazione, quel paesaggio. Hai afferrato qualcosa. Potrebbe non essere ciò con cui pensavi di cominciare, ma quel grado di concentrazione va molto bene per questo metodo. Lo faccio da 75 anni e continua ad essere interessante.

Grazie alla vicinanza del mio libro-talismano (che non ho mai riempito di disegni, perché  appunto non mi piaceva come li facevo) riesco a riprendere la matita in mano. Non sono quasi mai soddisfatta dei risultati, però mi sento così bene…

Poi quasi sempre vince la gomma, che con voce censoria decreta che è inutile continuare. Non ne vale più la pena.
Ma è la sua parola contro quella di Quentin Blake, e non ho dubbi su chi abbia ragione.

Annunci

Gennaio, silent post

Un’immagine al giorno per immaginare i 31 giorni di gennaio.

Roald Dahl Day 2013

«Quanti anni hai, nonna?»
«Ottantasei».
«E vivrai per altri nove anni?»
«Credo di sì. Con un po’ di fortuna».
«Devi farcela. Perché tra otto o nove anni io sarò un topo vecchissimo e tu sarai una nonna vecchissima. Così moriremo insieme».
«Sarebbe perfetto».
Dopo di ciò, mi preparai a schiacciare un pisolino. Chiusi gli occhi senza pensare a niente, in pace con il mondo.
«Vuoi sapere una cosa davvero interessante?»
«Sì nonna, dimmi» risposi senza aprire gli occhi.
«All’inizio non ci credevo, ma è proprio vero».
«Che cosa?»
«Il cuore di un topo, cioè il tuo cuore, batte cinquecento volte al minuto».
«Non è possibile» dissi stupito, spalancando gli occhi.
«È proprio così, com’è vero che sono seduta su questa poltrona. È quasi un miracolo».
«Sono circa nove battiti al secondo!» gridai, facendo un rapido calcolo.
«Giusto. Il tuo cuore batte così velocemente che è impossibile distinguere i singoli battiti. Si sente soltanto un dolce mormorio».
La nonna portava un vestito di pizzo, che mi solleticava il naso. Dovetti appoggiare la testa sulle zampe anteriori.
«Hai mai ascoltato il battito del mio cuore?»
«Lo sento spesso, quando dormi sul mio cuscino, la notte».
Ce ne stavamo in silenzio davanti al fuoco, pensando a tutte queste cose meravigliose.
«Tesoro mio», disse infine la nonna «sei sicuro che non ti dispiace essere un topo per tutto il resto della tua vita?»
«Sicurissimo» dissi. «Non importa chi sei né che aspetto hai. Basta che qualcuno ti ami».

grandmother_and_child_mouse_the_witches_blake_dahl

Da Le streghe di Roald Dahl illustrato da Quentin Blake.