un fiore guerriero /a warrior flower/

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L’unica a restarne commossa, anzi sconvolta, fu Bradamante. Corse alla sua tenda.

– Presto! – chiamò governanti, sguattere, fantesche – Presto! – e gettava all’aria panni e corazze e lance e finimenti – Presto! – e lo faceva non come suo solito nello spogliarsi o in uno scatto d’ira, ma per mettere in ordine, per fare un inventario delle cose che c’erano, e partire. – Preparatemi tutto, parto, parto, non resto qui un minuto di più, lui se n’è andato, l’unico per cui questa armata aveva un senso, l’unico che poteva dare un senso alla mia vita e alla mia guerra, e adesso non resta altro che un’accozzaglia di beoni e violenti me compresa, e la vita è un rotolarsi tra letti e bare, e lui solo ne sapeva la geometria segreta, l’ordine, la regola per capirne il principio e la fine!

E così dicendo indossava pezzo a pezzo l’armatura da campagna, la guarnacca color pervinca, e presto fu pronta in sella, mascolina in tutto tranne che nel fiero modo che hanno d’esser virili certe donne veramente donne, e spronò il cavallo al galoppo travolgendo palizzate e funi di tende e bancarelle di salumai, e presto sparì in un alto polverone.

[Italo Calvino, Il cavaliere inesistente] pervinca

The only one to be moved, indeed overwhelmed, was Bradamante. She hurried to her tent.

– Quick! – she called to her maids and retainers – Quick! – and flung into the air clothes, armor, lances and ornaments –Quick! – doing this not as usual when undressing or angry, but to have all put in order, make an inventory and leave. – Prepare everything, I’m leaving, leaving, not staying here another minute; he’s gone. The only one who made any sense in this whole army, the only one who can give any sense to my life and my war, and now there’s nothing left but a bunch of louts and nincompoops including myself, and life is just a constant rolling between bed and battle. He alone knew the secret geometry, the order, the rule, by which to understand its beginning and end!

So saying, she put on her country armor piece by piece, and over it her periwinkle robe. Soon she was in the saddle, male in all except the proud way certain true women have lookink virile, spurred her horse to the gallop, dragging down palisades and tents ans sausage stalls, and soon vanished into a high cloud of dust.

[Italo Calvino, The Nonexistent Knight] periwinkle

pesce d’aprile!

Si dice che il poisson d’avril sia un effetto collaterale provocato dall’editto di Roussillon del 1564, con cui Carlo IX stabiliva che in tutto il regno di Francia l’inizio dell’anno sarebbe stato  il 1° gennaio, e non il 1° aprile o il giorno di Pasqua come avveniva in alcune zone particolarmente arretrate. Pare che molta gente non comprese bene la notizia, attirando su di sé una serie di burle (l’oggetto più gettonato per gli scherzi era il pesce perché il periodo interessato era quello della quaresima).

Ma, ehm ehm, la tradizione inglese dell’April Fool’s Day rivendica origini più antiche: sembra che fosse un’abitudine ben consolidata nell’Inghilterra del 1392, visto che nei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, precisamente nella novella che parla di un gallo burlato prima e burlone poi (The Nun’s Priest’s Tale), se ne trova un breve cenno (vv. 3187-3188).

Eppure, coff coff, a ben vedere, l’interpretazione in questo senso dei due versi della novella è alquanto forzata. È comunque possibile che il pesce d’aprile abbia origini ancora più remote, giacché l’anno romano, prima che Giulio Cesare promulgasse il calendario giuliano spostando l’inizio dell’anno al 1° gennaio, cominciava proprio il primo giorno di aprile: nel periodo immediatamente precedente, dedicato alla celebrazione degli Hilaria in onore della dea Cibele (divinità di provenienza orientale e quindi molto antica), era concesso travestirsi e fare scherzi di ogni tipo.

Però, cough cough, degli Hilaria non c’è traccia nelle fonti storiche più attendibili. Mentre si sa per certo che sempre nell’antica Roma, sempre il 1° aprile, si celebravano i Veneralia, cerimonie in cui le donne pregavano la dea Venere perché le aiutasse a nascondere i loro difetti fisici, cosa che doveva rappresentare un bello scherzo per gli uomini – per gli uomini di tutte le epoche: nel Trecentonovelle di Franco Sacchetti (novella CXXXVI) una comitiva di pittori che dibattono su chi sia il più grande artista al mondo arriva a una conclusione di questo tipo.

Mi sembra evidente che fare chiarezza sulle origini del pesce d’aprile sia un pesce d’aprile continuo.
Meglio spostarsi sulla Collina. Qui il 1° aprile, ovvero il momento più scherzoso e imprevedibile dell’anno, nonché la giornata “di quelli che non accettano la realtà per com’è perché la vedono altrimenti”, non è la giornata degli Scontenti (per quanto pixies, imp, lepricani &Co siano maestri nelle burle e negli scherzi): è il tempo dei folletti dei talenti!

folletto talenti

sospeso nel vento /suspended in the wind/

«Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile», Cesare Pavese, Il mestiere di vivere. «Waiting is still an occupation. It is having nothing to wait for that is terrible», Cesare Pavese, This Business of Living.
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L’attesa, Felice Casorati, 1918

– È bella come Afrodite! – ecco una frase che la dea proprio non sopportava. Da qui cominciò la tragedia di Mirra, che si concluse solo quando, mutata in albero, dalla corteccia partorì un bambino. Adone divenne un bellissimo giovane. Afrodite decise di tenerlo solo per sé, e pensò bene di nasconderlo nell’Ade frattanto che svolgeva i suoi doveri di dea. Ma, appena notò Adone, anche Persefone se ne invaghì e cominciò ad avanzare varie pretese di comproprietà. Si sottopose la questione al giudizio degli dei. Fu deciso che Adone avrebbe dovuto trascorrere un terzo dell’anno con Afrodite, un terzo con Persefone e un terzo per conto suo. Per Afrodite non fu un problema persuadere il giovane a restare con lei più del dovuto. Fino al giorno in cui, durante una battuta di caccia, un cinghiale lo colpì a morte trascinandolo per sempre lontano da lei. Dal suo sangue la dea fece nascere uno splendido fiore che le ricordasse per sempre quanto era stata felice.

Ma dura poco: mal piantato e fragile
perché troppo sottile e troppo lieve,
quel fiore deve al vento il proprio nome,
e proprio il vento ne disperde i petali.

Ovidio, Metamorfosi, Libro X, vv. 731-739 (traduzione di M. Scaffidi Abbate)

– She’s as beautiful as Aphrodite! – a sentence the goddess quite didn’t like. So began Myrrh’s tragedy, and didn’t end until she turned into a tree and gave birth to a baby. Adonis became a handosome boy. Aphrodite decided to keep him and hide him in the Hades while she did her goddess duties. As she noticed Adonis, even Persephone fell in love with him and pretend to insisted on him. The gods discussed the problem and then decided: Adonis had to spend a third of a year with Aphrodite, a third with Persephone and a third alone. Aphrodite easily persuaded the boy to spend with her more time than that.Unfortunatelly one day, while he was hunting, a boar killed him dragging him away from her. From his blood the goddess created a beautiful flower which always to remind of her lost happiness.

So sudden fades the sweet Anemonè.
The feeble stems, to stormy blasts a prey,
Their sickly beauties droop, and pine away.
The winds forbid the flowers to flourish long,
Which owe to winds their names in Grecian song.

Ovid, Metamorphoses, Book 10, vv. 730-739 (translated by S. Garth and J. Dryden)

windflowers race hand

Corteggiata sia da Borea, gelido e sgradevole, che da Zefiro, delicato e gentile, la ninfa Anemone non ebbe dubbi su chi scegliere dei due.Ma Zefiro era amato anche da Clori, la dea dei fiori, che tolse di mezzo la rivale trasformandola in un fiore: un fiore che sboccia prima del tempo subendo la violenza del vento invernale e che, all’arrivo del vento primaverile, ha già perso i suoi petali e la sua bellezza – un fiore che si consuma nell’attesa di chi ama.anemone Courted by the cool and unpleasant Boreas and the gentle and kind Zephyr, nymph Anemone didn’t have a doubt on which of them was better for her. But Cloris, goddes of flowers, loved Zephyr too, and so she turned her rival into a flower: a flower that blossoms early, suffering the winter wind and losing his petals and beauty as spring comes by – a flower that pines away waiting for her lover.   windflower