il fascino della palude

Ernst_Max-Forest_and_Dove

Così direbbe un prof. di letteratura italiana:

Nei poemi cavallereschi c’è sempre un bosco-foresta-selva in cui il protagonista di turno si smarrisce. Smarrirsi, non perdersi. C’è una bella differenza:
 perdere (dal verbo latino pereo) si collega al concetto di distruzione: se perdi una cosa è perché è andata distrutta, non esiste più;
– smarrire (dal verbo germanico marrjan) si ricollega ai concetti di impedimento e confusione: se smarrisci qualcosa non la trovi, ma da qualche parte c’è ancora.
Il cavaliere che smarrisce qualcosa o che si smarrisce ci riporta alla queste ovvero “ricerca”, lo scopo ultimo di tutti i poemi cavallereschi.

Può accadere che nel bosco ci sia uno specchio d’acqua o una fonte o uno stagno, qualcosa o qualcuno che ti offre ristoro e, con garbo e gentilezza, ti invita a non proseguire. E tu resti lì, fermo.
Questo è l’incanto della fata Melusina.

Melusina

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Mélisande

2gardenmelisande

Mary Garden interpreta Mélisande

Così scrive Maurice Maeterlinck:

Golaud si smarrisce nella foresta inseguendo un cinghiale. Sul bordo di una fontana c’è una fanciulla che piange. Qualcuno le ha fatto del male, si chiama Mélisande e ha perduto la sua corona nell’acqua. Golaud la porta con sé e poco dopo la sposa.
Il fratello minore, Pelléas, si innamora di Mélisande, ricambiato – On dirait que ta voix a passé sur la mer au printemps…

costume for pelleas et melisande, 1927

Mélisande: costume disegnato da Erté

Nel gennaio del 1894, mentre lavora al capolavoro Pelléas et Mélisande, Claude Debussy scrive all’amico e collega Ernest Chausson: «Ho passato intere giornate a inseguire quel “niente” di cui è fatta Mélisande, e talvolta mi mancava persino il coraggio di raccontarvelo. Non se se vi siete mai addormentato, come me, con una vaga voglia di piangere, come se non si fosse potuto vedere durante la giornata una persona amatissima».

la fata serpente

Melusine_frontespizio

Così racconta Jean d’Arras:

Disperato per aver ucciso uno zio in un incidente di caccia, il cavaliere Raymondin galoppa nel folto del bosco. Presso una fonte incontra una bellissima dama, che mostra di conoscere il suo nome e la sua sventura. Sposami, gli dice, e ti darò ricchezza e fortuna. Sarò una moglie fedele e ti darò molti figli, ma a una condizione: quando, di sabato, mi allontanerò, non cercarmi mai.

Raymondin sposa Mélusine e con i loro dieci figli*, tutti belli a parte qualche piccolo difetto fisico, nasce la nobile casata dei Lusignan.

Un bel sabato, Raymondin, avvelenato dalle insinuazioni del fratello invidioso, decide di spiare la moglie. La vede farsi il bagno in una tinozza molto profonda: dalla vita in giù non è donna ma serpente. Mélusine si accorge del tradimento e si lancia in volo dalla finestra. Da allora si farà vedere solo di notte, in sembianze di donna per contemplare i figli che dormono, in sembianze di drago ogni volta che una sventura si abbatterà sulla casata dei Lusignan.

Tres riches heures Mars

*La progenie di Mélusine e Raymondin:
Urien, il maggiore, con il viso corto e largo, un occhio rosso e uno verde e con le orecchie più grandi del mondo, futuro re di Cipro;
Eudes, con un orecchio più grande dell’altro;
Guyon, con un occhio più in alto dell’altro, futuro re d’Armenia;
Antoine, con un’unghia (per altri una zampa) di leone sulla guancia;
Renaud, con un solo occhio, futuro re di Boemia;
Geoffroy, con una zanna di cinghiale che gli spunta dalla bocca;
Fromont, con un piccolo neo peloso sul naso, si farà monaco a Maillezais;
Horrible, incredibilmente alto, con tre occhi e una ferocia incontrollabile (a quattro anni aveva già ucciso due nutrici);
Thierry e Raymonnet, perfettamente normali.

Halloween

Tutto è ormai pronto per il Corteo fatato.

Da giorni nella libreria Libri Necessari imperversano creaturine di ogni tipo: fate madrine e fiori (rigorosamente di stagione), folletti e jinn, imp e pixies, nonché personalità scontente ma di notevole fascino quali la danzatrice indiana Padma e Mélusine la fée.

         

Tutti i partecipanti cavalcano come da tradizione scurissimi nightmares – ecco perché in genere i folletti della sabbia non presenziano a questo pur importante evento del calendario fatesco.

Altri grandi, e, ehm, inspiegabili assenti sono invece monsieur Bauta, le erinni (meno male!), i fuochi fatui e, come accade sempre più spesso, la Regina.

Vi invito ad assistere allo spettacolo, ma anche a non interferire nella cavalcata.

E ancora, ricordate:

– occhio ai prati

Felice Halloween.