la vera (?) storia di Jack-o’-lantern

Candele zucche

Una volta, parecchi anni fa, il diavolo si appostò sulla strada che usciva da un oscuro villaggio irlandese. Aspettava un uomo che aveva fama di astuto imbroglione, insaziabile beone e incredibile taccagno. “Stingy Jack ne sa una più del diavolo”, dicevano. Era quanto bastava per portarselo all’inferno. A notte fatta e a sbornia conclusa, Jack sarebbe passato di lì per tornare a casa. E infatti così accadde.

Jack chiese al diavolo di brindare alla sua dipartita. Il diavolo acconsentì.
“L’oste non mi farà credito. Trasformati in una moneta d’argento, perché possa pagarmi l’ultimo bicchiere”.
Il diavolo divenne una moneta d’argento, e si vide imprigionare in un borsello di stoffa con una croce ricamata.
Fu costretto a contrattare per la sua libertà: un altro anno di vita per Stingy Jack.

Dopo un anno il diavolo, puntuale, si ripresentò.
“Non voglio morire a stomaco vuoto. Prendimi una mela su quell’albero, perché possa mangiare un’ultima volta”.
Il diavolo si arrampicò tra i rami, ma quando fece per scendere si accorse che Jack aveva inciso una croce sul tronco.
Anche stavolta fu costretto a contrattare per la sua libertà: Stingy Jack non sarebbe mai finito all’inferno.

Quando venne l’ora, Stingy Jack morì.
Le porte del paradiso erano chiuse per quelli come lui, e così andò all’inferno. Ma il diavolo non lo fece entrare. Gli diede una brace infernale che gli illuminasse la via nella sua vana ricerca di un posto dove riposare.
Stingy Jack prese una rapa e la vuotò per usarla come lanterna.

Si dice che alla vigilia di Ognissanti torni tra i vivi. Chi appende fuori casa una lanterna gli ricorda che quello non è posto per lui. Tra il 1845 e il 1849 in Irlanda ci fu una terribile carestia che costrinse moltissime persone a emigrare negli Stati Uniti. Qui la rapa venne sostituita con la zucca, che era più comune, sia nella dieta quotidiana che nella costruzione di lanterne di Halloween.

PS: Se intagliate una lanterna, non buttate il ripieno! Ecco un’idea golosa su come impiegarlo:

halloween_biscotti

I biscotti alla zucca di GialloZafferano

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Halloween

Tutto è ormai pronto per il Corteo fatato.

Da giorni nella libreria Libri Necessari imperversano creaturine di ogni tipo: fate madrine e fiori (rigorosamente di stagione), folletti e jinn, imp e pixies, nonché personalità scontente ma di notevole fascino quali la danzatrice indiana Padma e Mélusine la fée.

         

Tutti i partecipanti cavalcano come da tradizione scurissimi nightmares – ecco perché in genere i folletti della sabbia non presenziano a questo pur importante evento del calendario fatesco.

Altri grandi, e, ehm, inspiegabili assenti sono invece monsieur Bauta, le erinni (meno male!), i fuochi fatui e, come accade sempre più spesso, la Regina.

Vi invito ad assistere allo spettacolo, ma anche a non interferire nella cavalcata.

E ancora, ricordate:

– occhio ai prati

Felice Halloween.

Corteo fatato di Halloween

Nella notte della vigilia prima che sia d’Ognissanti l’aurora, prendimi, prendimi, ti prego, salvami, o dolce signora.

Nelle tenebre di mezzanotte il popolo fatato va a cavalcare; chi vuole conquistare il suo amore a Miles Cross deve aspettare.

Questo è l’invito ufficiale. Non dovrete andare fino a Miles Cross, ma più comodamente in una libreria, Libri Necessari. Vi anticipo che conoscerete creaturine mai viste prima, tra cui un’ampia delegazione della Corte degli Scontenti. Sullo svolgimento e gli eventuali pericoli della manifestazione, vi consiglio di rileggere le istruzioni per Halloween (trovate anche la succitata ballata di Tam Lin).

Per quanto riguarda le cavalcature che, com’è ovvio, interverranno alla manifestazione, Lady Wilde (citata da Brian Froud e Alan Lee in Fate) dice che: «La razza che allevavano non aveva l’uguale al mondo: i cavalli erano veloci come il vento, con il collo arcuato, il petto largo e le narici frementi, e grandi occhi che rivelavano la loro essenza di fuoco e fiamme e non di terra opaca e pesante». Occhio che scalciano.

istruzioni per Halloween – 2

Una delle abitudini più conosciute del Buon Popolo è quella di cavalcare in lunghi cortei in occasione delle feste più importanti. Che cosa cavalchino fate e folletti di preciso non lo so, suppongo che dipenda dalla loro taglia: sappiamo per esempio (da mr. Shakespeare) che Mab usava un guscio di nocciola per cocchio, quindi le cavalcature saranno state in proporzione.

Attenzione a non interferire in una cavalcata fatesca.

La regina potrebbe lanciarvi una tremenda maledizione («Che l’onta ti ricopra il viso / Che tu muoia di morte paurosa!») come fece con la bionda Janet. Certo, lei aveva una buona ragione per disturbare i festeggiamenti della viglia di Ognissanti. Ascoltate la ballata di Tam Lin:

Nelle Ballate illustrate da Charles Vess potete leggere una traduzione.

P.S. Se poi anche a voi è venuta voglia di andare a Carterhaugh, su The Faery Folklorist trovate qualche informazione utile.

istruzioni per Halloween – 1

Si era già detto che in alcuni periodi dell’anno gli esserini magici sono particolarmente attivi. La notte di Halloween, o vigilia di Ognissanti che dir si voglia, è una di queste. Sono tante le cose che possono succedervi se vi imbucate a una fatafesta senza invito, alcune alquanto spiacevoli.

Occhio ai prati.

Che si tratti di un sottobosco, di un parco, di un campetto da calcio o di un’aiuola, se vedete una cosa di questo tipo

girate al largo, cambiate strada o fate dietro front, ma assolutamente non calpestatela e soprattutto NON ENTRATECI.

Il cerchio delle fate (fairy ring), apparentemente un girotondo di funghi, è una pista da ballo all’aperto. Se vi avvicinate troppo e vi fate trascinare nelle danze senza conoscere i passi, sappiate che i ballerini non vi lasceranno andare finché non vi avranno istruiti per bene – se siete particolarmente negati rischiate di restare lì finché qualche passante cortese (e fortemente insensibile alla musica fatata) non vi tiri fuori di forza, come è accaduto tempo fa a Tudor di Llangollen.

E si tratta di melodie abbastanza incalzanti, non so se ve la sentite. Questo è un esempio di ouverture: