Parole magiche per farsi coraggio

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Foresta e colomba, Max Ernst 1927

Nel primo volume de Il Trono di Spade, Arya Stark viene sorpresa dai soldati nemici mentre sta seguendo una lezione di scherma. Il suo maestro si sacrifica per salvarla e la ragazzina riesce a fuggire ma è comprensibilmente terrorizzata perché a lei e a suo padre accada il peggio. Per farsi coraggio, ripete ossessivamente tra sé e sé gli insegnamenti del maestro:

Rapida come un cervo. Silenziosa come un’ombra. La paura uccide più della spada. Veloce come una vipera. Calma come acqua stagnante. La paura uccide più della spada. Forte come un orso. Feroce come un furetto. La paura uccide più della spada. Colui che teme di perdere ha già perso. La paura uccide più della spada. La paura uccide più della spada. La paura uccide più della spada.

Per la sua lotta contro l’apartheid, Nelson Mandela entrò in prigione a 44 anni e ne uscì ben 27 anni dopo. In quel periodo furono i libri a fargli compagnia. Una volta libero, e divenuto presidente, confessò che, nei momenti più disperati, era riuscito a farsi forza recitando una poesia di William Ernest Henley, Invictus. Continua a leggere

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Un mito personale: la signora Vertigo

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Sono sempre più convinta che, per fare bene il proprio lavoro o per coltivare al meglio il proprio hobby, è fondamentale avere dei buoni modelli.

Ecco, il mio modello, il mio mito personale, la mia fonte d’ispirazione è Karen Berger. Un’editor che ha lavorato per la DC Comics, grandissima casa editrice di fumetti, e che ha reso possibile la creazione e la pubblicazione dei più grandi capolavori degli anni ’90 – V per VendettaHellblazerPreacher, Sandman

Per il web magazine Fumettologica ho cercato di comporre il ritratto di questa grande donna.

Se siete curiosi, leggete qui.

 

Le 7 regole della felicità e altri buoni propositi

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È vero, spesso l’Epifania i buoni propositi porta via. Forse perché sono troppi per le nostre forze, o magari perché sono troppo generici. Io però ci provo lo stesso, usando le parole di chi davvero mi può insegnare qualcosa di grande.

#1 Sentiti libera
Soprattutto nelle scelte quotidiane. Sì, ma in che modo? Tornano utili le indicazioni di Erich Fromm, psicoanalista tedesco autore di The heart of man: its genius for good and evil (in italiano Psicoanalisi dell’amore):

La libertà di scelta non è una facoltà formale astratta che o si “ha” o “non si ha”.
Supponiamo che due giocatori ugualmente bravi inizino una partita [di scacchi], ambedue hanno la stessa chance di vincere; in altre parole, ognuno ha la stessa libertà di vincere. Dopo, diciamo, cinque mosse, il quadro è già diverso. Ambedue possono ancora vincere, ma A, che ha fatto una mossa migliore, ha già una chance maggiore di vincere. Ha, per così dire, più libertà di vincere del suo avversario B. Eppure B è ancora libero di vincere. Dopo qualche altra mossa, A, che ha continuato a fare mosse corrette che non venivano efficacemente combattute da B, è quasi sicuro di vincere, ma soltanto quasi. B può ancora vincere. Dopo qualche altra mossa il gioco è deciso. B, sebbene sia un bravo giocatore, riconosce di non avere più la libertà di vincere; vede di aver ormai perduto prima di subire effettivamente lo scacco matto. Solo il povero giocatore che non può adeguatamente analizzare i fattori determinanti vive con l’illusione di poter ancora vincere dopo aver perduto la libertà di farlo; a causa di questa illusione deve andare avanti fino all’amara fine e subire il suo scacco matto.
Ciò che implica l’analogia del gioco degli scacchi è evidente. La libertà non è un attributo costante che “abbiamo” o “non abbiamo”. In realtà, non esiste nulla di simile alla libertà tranne come parola e come concetto astratto.C’è soltanto una realtà: l’atto di liberarci nel processo di operare delle scelte.

#2 Non provare rancore
Rancore deriva dal verbo latino rancere, letteralmente ‘essere rancido’. È un sentimento di rivalsa che nasce da una frustrazione e si protrae nel tempo. Parlando nel linguaggio di Inside Out, porta al comando Rabbia e Disgusto escludendo gli altri “omini del cervello”.
È uno stato d’animo sgradevole e, quel che è peggio, totalmente inutile. Il punto è capire chi sono, e quanto le mie azioni e soprattutto la mia volontà corrispondono ai miei veri desideri. Per non essere “rancida” basta essere un po’ più onesta.

– Non sei mica fascista? – mi disse.
Era seria e rideva. Le presi la mano e sbuffai. – Lo siamo tutti, cara Cate – dissi piano – Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista.
[Cesare Pavese, La casa in collina]

#3 Sii felice
Per arrivare lontano conta avere buoni modelli. Shigeru Mizuki è stato un grande disegnatore e narratore che ha descritto con meraviglia e ironia gli spiriti del folklore giapponese. A quanto pare, fu anche un grande uomo: costretto ad andare in guerra, in un bombardamento perse il braccio sinistro e, da mancino, imparò di nuovo a disegnare con la mano destra. Terrò a mente le sue 7 regole per essere felici:

7) Credi in ciò che non vedi. Le cose più importanti al mondo sono quelle che non puoi tenere in mano.

6) Prendila con calma. Ovviamente, lavorare è necessario, ma non bisogna esagerare! Senza il riposo, arriva l’esaurimento.

5) Talento e retribuzione non hanno relazione tra loro. Il denaro non è una ricompensa del talento e del duro lavoro. L’obiettivo è la propria soddisfazione. Ogni sforzo vale la pena di esser fatto se si fa ciò che si ama.

4) Credi nel potere dell’amore. Niente è più importante di fare ciò che si ama e stare con le persone che si amano.

3) Fa’ ciò che ti piace. Non ti preoccupare se gli altri lo trovano sciocco. Guarda tutta la gente eccentrica che c’è al mondo, sono felicissimi! Segui la tua strada.

2) Segui la tua curiosità. Segui ciò che ti attrae, come una compulsione. Anche senza soldi o ricompensa.

1) Non cercare la vittoria. Il successo non è la misura della vita. Fa’ semplicemente ciò che ti piace. Sii felice.

Una storia per imparare a dire NO: “La principessa splendente”

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Un anziano tagliatore di bambù trova in una pianta che brilla una bambina così piccola da stare in una mano. Poiché non ha figli, con la moglie decide di adottarla. La bambina cresce con una rapidità sorprendente e si adatta facilmente alla vita tra i boschi e ai giochi con i ragazzi del villaggio. Quando però il tagliatore trova nei bambù oro e stoffe pregiate, si convince che è suo dovere crescerla come una principessa, e fa trasferire la sua famiglia in una grande casa in città.

La bambina diventa presto una fanciulla straordinariamente bella e le viene dato il nome di Nayotake no Kaguya-hime, ossia “Principessa splendente del flessuoso bambù”.
Kaguya non è però contenta della sua nuova condizione. Una principessa non corre e non suda, non esce di casa e non parla con gli estranei se non dietro un paravento di bambù.
Una principessa non è che un oggetto prezioso da custodire e, di tanto in tanto, esibire.

Intanto, la fama della bellezza di Kaguya arriva all’orecchio dell’imperatore, che la vuole a palazzo come nuova moglie.
Una principessa non può dire di no all’imperatore perché nessuno dice di no all’imperatore.
Ma Kaguya non è come gli altri.
Appartiene al Regno della Luna. Era venuta sulla Terra perché, affascinata dai sentimenti che gli umani provano l’uno verso l’altro, voleva vivere come una di loro. Ma adesso è infelice e qualcuno verrà a prenderla per riportarla indietro, facendole dimenticare tutto quello che ha vissuto sulla Terra.

Kaguya ritrova la sua libertà tornando sulla Luna. Ma noi, che siamo di questo mondo e su questo mondo dobbiamo restare, non possiamo aspettare che qualcuno ci salvi. Dobbiamo imparare a non farci schiacciare.
Come il Cavaliere Nero.

* * *

Il racconto di un tagliabambù (Taketori monogatari) risale al X secolo e pare sia il più antico testo narrativo giapponese. La versione che ho riportato non è quella classica, bensì la rivisitazione fatta da Isao Takahata nel film d’animazione La storia della principessa splendente.
Il film è straordinario anche per come la storia è stata disegnata. La tecnica adottata si ispira al sumi-e, una forma d’arte che consiste nel dipingere solo con inchiostro nero e con un gesto calligrafico, deciso, preciso ed essenziale.

La storia di Kaguya, molto popolare in Giappone, ha naturalmente ispirato moltissimi artisti, tra cui alcuni autori di manga e anime. Le principali eredi di Kaguya sono due:
Sailor Moon di Naoko Takeuchi, dove si parla della principessa del Regno della Luna ma dove non c’è un rimando diretto alla leggenda (l’unico personaggio di nome Snow Kaguya sembra somigliare alla Regina delle Nevi della fiaba di H.C. Andersen);
La regina dei 1000 anni o Queen Millennia di Leiji Matsumoto, dove la protagonista è il diretto successore di Kaguya e con i suoi amici si assume il compito di difendere la Terra e l’umanità dalla distruzione (per i nostalgici, qui si può ascoltare la sigla italiana dell’anime).