Niente gomme da cancellare

Qualche giorno fa mi sono rimessa a disegnare, praticamente dopo secoli. In genere questi sono attacchi sporadici, che non durano più di qualche giorno: non disegno mai perché non sono soddisfatta di come disegno, ma non sono soddisfatta di come disegno proprio perché non lo faccio mai. Un circolo vizioso semplice, stupido, infrangibile.

Così, per prendere coraggio, ho una specie di rituale. Vado a riprendere Disegnare di Quentin Blake e John Cassidy. Non c’è neanche bisogno che riapra pagina 5. Ormai so perfettamente che cosa dice: Noi non crediamo nell’errore.

disegnare pagina 5 001

Per curiosità, sono andata a cercare le 7 regole d’oro dell’illustrazione di Quentin Blake – anzi, poiché non credo che Blake sia una persona autoritaria e normativa, i suoi 7 consigli per chi fa l’illustratore o vorrebbe farlo. La prima regola (la PRIMA!) è questa:

PERDI LE TUE INIBIZIONI Tutti sanno disegnare qualcosa. Alcuni si vergognano perché pensano di non essere molto bravi, ma quello che dico loro è: “Disegna quello che puoi vedere davanti a te”. Se lo riguarderai dopo resterai sorpreso di cosa hai portato via da quella persona, quella situazione, quel paesaggio. Hai afferrato qualcosa. Potrebbe non essere ciò con cui pensavi di cominciare, ma quel grado di concentrazione va molto bene per questo metodo. Lo faccio da 75 anni e continua ad essere interessante.

Grazie alla vicinanza del mio libro-talismano (che non ho mai riempito di disegni, perché  appunto non mi piaceva come li facevo) riesco a riprendere la matita in mano. Non sono quasi mai soddisfatta dei risultati, però mi sento così bene…

Poi quasi sempre vince la gomma, che con voce censoria decreta che è inutile continuare. Non ne vale più la pena.
Ma è la sua parola contro quella di Quentin Blake, e non ho dubbi su chi abbia ragione.

Gennaio, silent post

Un’immagine al giorno per immaginare i 31 giorni di gennaio.

Capodanno 2015

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?

“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.

“Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.

Buon anno nuovo da Gianni Rodari. E da Strettalafoglia, naturalmente.

Little Nemo in Slumberland, 31-12-1905

PS: Le altre tavole di Little Nemo in Slumberland, lo straordinario fumetto di Winsor McCay, le trovate qui ;)

Incipit

C’era una volta un re e una regina che ogni giorno dicevano: – Ah, se avessimo un bambino! – Ma il bambino non veniva mai. Un giorno che la regina faceva il bagno, ecco saltar fuori dall’acqua una rana, che le disse: – Il tuo desiderio si compirà: prima che sarà trascorso un anno, darai alla luce una figlia.
La profezia della rana si avverò e la regina partorì una bimba, così bella che il re non capiva in sé dalla gioia e ordinò una gran festa. Non invitò soltanto il parentado, gli amici e i conoscenti, ma anche le fate perché fossero propizie e benevole alla neonata. Nel suo regno ce n’erano tredici, ma egli aveva soltanto dodici piatti d’oro per il pranzo, e perciò una dovette starsene a casa.
[Rosaspina, Grimm]

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Su Blackwell

C’era una volta una regina, la quale partorì un figliuolo così brutto e così male imbastito, da far dubitare per un pezzo se avesse fattezze di bestia o di cristiano. Una fata, che si trovò presente al parto, dette per sicuro che egli avrebbe avuto molto spirito: e aggiunse di più, che in grazia di un certo dono particolare, fattogli da lei, avrebbe potuto trasfondere altrettanta dose di spirito e d’intelligenza in quella persona, chiunque si fosse, che egli avesse amato sopra tutte le altre. Questa cosa consolò un poco la povera regina, la quale non poteva darsi pace di aver messo al mondo un brutto marmocchio a quel modo!
[Enrichetto dal ciuffo, Perrault]

Henry_Morin_Enrichetto_ciuffo

Henry Morin

Una volta, nel cuor dell’inverno mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d’ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch’ella pensò: – Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra! . Poco tempo dopo, diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l’ebano; e la chiamarono Biancaneve.
[Biancaneve, Grimm]

benjamin_lacombe_biancaneve

Benjamin Lacombe

C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto; e perché il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Ed ecco, subito dopo, il re giunse nel villaggio, e nessuno sapeva che era il re; e quando domandò alla gente che novità ci fossero, gli risposero – In questi giorni è nato un bambino con la camicia della fortuna; uno così avrà fortuna, qualunque cosa faccia.
[I tre capelli d’oro del diavolo, Grimm]

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Otto Ubbelohde

Quando nasce un bambino, comincia una nuova fiaba.
Benvenuto, piccolo eroe! E in bocca al lupo.

ghirlanda di benvenuto

festa della Liberazione – promemoria

25 aprile 34 la presse _MGZOOM

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Gianni Rodari

There are things to be done every day:
washing oneself, studying, playing,
setting the table
at midday.

There are things to be done every night:
closing one’s eyes, sleeping,
having dreams to dream,
ears for listening.

There are things never to be done,
neither by day nor by night,
neither by sea nor by land:
for example, war.

Gianni Rodari