Gennaio, silent post

Un’immagine al giorno per immaginare i 31 giorni di gennaio.

Capodanno 2015

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?

“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.

“Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.

Buon anno nuovo da Gianni Rodari. E da Strettalafoglia, naturalmente.

Little Nemo in Slumberland, 31-12-1905

PS: Le altre tavole di Little Nemo in Slumberland, lo straordinario fumetto di Winsor McCay, le trovate qui ;)

Incipit

C’era una volta un re e una regina che ogni giorno dicevano: – Ah, se avessimo un bambino! – Ma il bambino non veniva mai. Un giorno che la regina faceva il bagno, ecco saltar fuori dall’acqua una rana, che le disse: – Il tuo desiderio si compirà: prima che sarà trascorso un anno, darai alla luce una figlia.
La profezia della rana si avverò e la regina partorì una bimba, così bella che il re non capiva in sé dalla gioia e ordinò una gran festa. Non invitò soltanto il parentado, gli amici e i conoscenti, ma anche le fate perché fossero propizie e benevole alla neonata. Nel suo regno ce n’erano tredici, ma egli aveva soltanto dodici piatti d’oro per il pranzo, e perciò una dovette starsene a casa.
[Rosaspina, Grimm]

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Su Blackwell

C’era una volta una regina, la quale partorì un figliuolo così brutto e così male imbastito, da far dubitare per un pezzo se avesse fattezze di bestia o di cristiano. Una fata, che si trovò presente al parto, dette per sicuro che egli avrebbe avuto molto spirito: e aggiunse di più, che in grazia di un certo dono particolare, fattogli da lei, avrebbe potuto trasfondere altrettanta dose di spirito e d’intelligenza in quella persona, chiunque si fosse, che egli avesse amato sopra tutte le altre. Questa cosa consolò un poco la povera regina, la quale non poteva darsi pace di aver messo al mondo un brutto marmocchio a quel modo!
[Enrichetto dal ciuffo, Perrault]

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Henry Morin

Una volta, nel cuor dell’inverno mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d’ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch’ella pensò: – Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra! . Poco tempo dopo, diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l’ebano; e la chiamarono Biancaneve.
[Biancaneve, Grimm]

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Benjamin Lacombe

C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto; e perché il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Ed ecco, subito dopo, il re giunse nel villaggio, e nessuno sapeva che era il re; e quando domandò alla gente che novità ci fossero, gli risposero – In questi giorni è nato un bambino con la camicia della fortuna; uno così avrà fortuna, qualunque cosa faccia.
[I tre capelli d’oro del diavolo, Grimm]

Ubbelohde_Tre_capelli_

Otto Ubbelohde

Quando nasce un bambino, comincia una nuova fiaba.
Benvenuto, piccolo eroe! E in bocca al lupo.

ghirlanda di benvenuto

festa della Liberazione – promemoria

25 aprile 34 la presse _MGZOOM

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Gianni Rodari

There are things to be done every day:
washing oneself, studying, playing,
setting the table
at midday.

There are things to be done every night:
closing one’s eyes, sleeping,
having dreams to dream,
ears for listening.

There are things never to be done,
neither by day nor by night,
neither by sea nor by land:
for example, war.

Gianni Rodari

 

Blues of the vagabond

Pianocktail-Boris-Vian

– Le deve dispiacere, disse l’antiquario chinandosi per esaminare una venatura del legno.
Soffiò via qualche granello di polvere che offuscava lo splendore del mobile.
– Non credete che sarebbe meglio se lei guadagnasse dei soldi lavorando in modo da poterlo tenere?
Colin si ricordò dell’ufficio e del colpo di pistola del commesso e disse di no.
– Ma ci dovrà arrivare lo stesso, disse l’antiquario, quando non avrà più niente da vendere…
– Se le mie spese smettessero di aumentare… – disse Colin, e si corresse: – … se le mie spese non continuassero a crescere, riuscirei, vendendo le mie cose, ad avere abbastanza per vivere senza lavorare. Non vivere benissimo, ma vivere.
– A lei non piace lavorare? – disse l’antiquario.
– È terribile, disse Colin. – Degrada l’uomo al livello della macchina.
– E le sue spese continuano a crescere? – disse l’antiquario.
– I fiori costano molto cari, disse Colin – e la vita in montagna pure…
– Ma se guarisse? –  disse l’antiquario.
– Oh! –  disse Colin.
Sorrise felice.
– Sarebbe meraviglioso! –  mormorò.
– A ogni modo, non è del tutto impossibile, disse l’antiquario.
– No di certo! – disse Colin.
– Ma ci vuole tempo, disse l’antiquario.
– Sì, disse Colin – e il sole se ne va…
– Quello può anche tornare, disse l’antiquario, incoraggiante.
– Non credo, disse Colin. – È una cosa che accade nel profondo.
Si fece silenzio.

Boris Vian, La schiuma dei giorni (41)

– Ça doit vous faire de la peine, dit l’antiquitaire en se penchant pour examiner un petit dessin du bois.
Il souffla sur quelques grains de poussière qui ternissaient l’éclat du meuble.
– Vous ne préféreriez pas gagner de l’argent par votre travail et pouvoir le conserver?
Colin se rappela le bureau du directeur et le coup de pistolet de l’huissier et il dit non.
– Vous y viendrez tout de même, dit l’antiquitaire, quand vous n’aurez plus rien à vendre…
– Si mes frais s’arrêtaient d’augmenter…, dit Colin, et il sereprit:… si mes frais cessaient de croître, j’aurais assez, en vendant mes choses, pour vivre sans travailler. Vivre pas très bien, mais vivre”.
– Vous n’aimez pas le travail? dit l’antiquitaire.
– C’est horrible, dit Colin. Ça rabaisse l’homme au rang de la machine.
– Et vos frais ne cessent de croître ? demanda l’antiquitaire.
– Les fleurs coûtent très cher, dit Colin, et la vie à la montagne aussi…
– Mais, si elle guérissait ? dit l’antiquitaire.
– Oh ! – dit Colin.
Il eut un sourire heureux.
– Ce serait si merveilleux ! – murmura-t-il.
– Ce n’est pas entièrement impossible, tout de même, dit l’antiquitaire.
– Non ! Bien sûr! – dit Colin.
– Mais il faut du temps, dit l’antiquitaire.
– Oui, dit Colin, et le soleil s’en va…
– Cela peut revenir, dit l’antiquitaire, encourageant.
– Je ne crois pas, dit Colin. – Ça se passe en profondeur.
Il y eut un silence.

Boris Vian, L’écume des Jours (XLI)