fate di campagna e fate di città /country fairies and town fairies/

Chi ha sbirciato tra le fatografie ha forse notato un’abitazione lillipuziana all’interno di una biblioteca. Who peeked in the fairy gallery maybe noted a Lilliputian house built inside a library.

Approfondendo la questione, ho fatto una scoperta importante.Le fate e i folletti che conosco, come ho già detto, vivono in una collina cava e ogni tanto, per noia o curiosità, visitano gli esseri umani e possono anche stabilirsi da loro per periodi più o meno lunghi.
Ci sono però alcuni esserini magici che si trovano così a loro agio in città da trasferirvi addirittura la loro residenza. Questo è accaduto, per esempio, ad Ann Arbor nel Michigan.

Il primo a segnalare il fenomeno è stato il sig. Jonathan B. Wright: ristrutturando la sua casa, appena acquistata anche se abbastanza antica, ha visto comparire nelle pareti porte e finestre a misura di fata – qui vedete, per esempio, un elegante ingresso ricavato nel grande caminetto di legno.

Going deep into the matter, I made an intriguing discovery.Fairies and hobs I know, as I already said, live in a hollow hill and sometimes, being bored or curious, they visit humans and move by them for long time.
Some magic beings feel so right in towns to move in permanently. This happened, for instance, in Anne Arbor, Michigan.

The first to notice that was Mr. Jonathan B. Wright: renovating his newly-bought ancient house, he saw fairy-friendly doors and windows appearing – Below here you can see a stylish doorway into the big wooden fireplace.

 

urban fairies

Da lì il sig. Wright ha deciso di seguire personalmente il fenomeno, realizzando una schedatura e mappatura degli insediamenti fatati di Ann Arbor. Così è nato il suo progetto U.F.O., ossia Urban Fairies Operations.Se la cosa vi incuriosisce, bussate pure.
Piano, però.
Then Mr. Wright decided to analyze the phenomenon mapping the Ann Arbor’s fairy colonies. So created his project, U.F.O., that is Urban Fairies Operations.If you are curious, knock on.
Gently.
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per riconciliarsi col mondo

Ieri sera ho avuto un’idea felice: vedere Il castello errante di Howl di Miyazaki Hayao – stupore incanto meraviglia…

Ho deciso che la mia casa dovrà in qualche modo assomigliargli. Certo, è un po’ difficile, ma posso cominciare con un modellino di carta (guardate!) che un certo Ben Millett, un tizio probabilmente magico, ha già realizzato (se volete provarci anche voi, qui trovate come).

COMPITI DELLA SETTIMANA:

In caso di brutti imprevisti, contare fino a dieci e pensare a che cosa farebbe la nonnetta Sophie al posto mio.