Una storia per imparare a dire NO: “La principessa splendente”

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Un anziano tagliatore di bambù trova in una pianta che brilla una bambina così piccola da stare in una mano. Poiché non ha figli, con la moglie decide di adottarla. La bambina cresce con una rapidità sorprendente e si adatta facilmente alla vita tra i boschi e ai giochi con i ragazzi del villaggio. Quando però il tagliatore trova nei bambù oro e stoffe pregiate, si convince che è suo dovere crescerla come una principessa, e fa trasferire la sua famiglia in una grande casa in città.

La bambina diventa presto una fanciulla straordinariamente bella e le viene dato il nome di Nayotake no Kaguya-hime, ossia “Principessa splendente del flessuoso bambù”.
Kaguya non è però contenta della sua nuova condizione. Una principessa non corre e non suda, non esce di casa e non parla con gli estranei se non dietro un paravento di bambù.
Una principessa non è che un oggetto prezioso da custodire e, di tanto in tanto, esibire.

Intanto, la fama della bellezza di Kaguya arriva all’orecchio dell’imperatore, che la vuole a palazzo come nuova moglie.
Una principessa non può dire di no all’imperatore perché nessuno dice di no all’imperatore.
Ma Kaguya non è come gli altri.
Appartiene al Regno della Luna. Era venuta sulla Terra perché, affascinata dai sentimenti che gli umani provano l’uno verso l’altro, voleva vivere come una di loro. Ma adesso è infelice e qualcuno verrà a prenderla per riportarla indietro, facendole dimenticare tutto quello che ha vissuto sulla Terra.

Kaguya ritrova la sua libertà tornando sulla Luna. Ma noi, che siamo di questo mondo e su questo mondo dobbiamo restare, non possiamo aspettare che qualcuno ci salvi. Dobbiamo imparare a non farci schiacciare.
Come il Cavaliere Nero.

* * *

Il racconto di un tagliabambù (Taketori monogatari) risale al X secolo e pare sia il più antico testo narrativo giapponese. La versione che ho riportato non è quella classica, bensì la rivisitazione fatta da Isao Takahata nel film d’animazione La storia della principessa splendente.
Il film è straordinario anche per come la storia è stata disegnata. La tecnica adottata si ispira al sumi-e, una forma d’arte che consiste nel dipingere solo con inchiostro nero e con un gesto calligrafico, deciso, preciso ed essenziale.

La storia di Kaguya, molto popolare in Giappone, ha naturalmente ispirato moltissimi artisti, tra cui alcuni autori di manga e anime. Le principali eredi di Kaguya sono due:
Sailor Moon di Naoko Takeuchi, dove si parla della principessa del Regno della Luna ma dove non c’è un rimando diretto alla leggenda (l’unico personaggio di nome Snow Kaguya sembra somigliare alla Regina delle Nevi della fiaba di H.C. Andersen);
La regina dei 1000 anni o Queen Millennia di Leiji Matsumoto, dove la protagonista è il diretto successore di Kaguya e con i suoi amici si assume il compito di difendere la Terra e l’umanità dalla distruzione (per i nostalgici, qui si può ascoltare la sigla italiana dell’anime).

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