Incipit

C’era una volta un re e una regina che ogni giorno dicevano: – Ah, se avessimo un bambino! – Ma il bambino non veniva mai. Un giorno che la regina faceva il bagno, ecco saltar fuori dall’acqua una rana, che le disse: – Il tuo desiderio si compirà: prima che sarà trascorso un anno, darai alla luce una figlia.
La profezia della rana si avverò e la regina partorì una bimba, così bella che il re non capiva in sé dalla gioia e ordinò una gran festa. Non invitò soltanto il parentado, gli amici e i conoscenti, ma anche le fate perché fossero propizie e benevole alla neonata. Nel suo regno ce n’erano tredici, ma egli aveva soltanto dodici piatti d’oro per il pranzo, e perciò una dovette starsene a casa.
[Rosaspina, Grimm]

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Su Blackwell

C’era una volta una regina, la quale partorì un figliuolo così brutto e così male imbastito, da far dubitare per un pezzo se avesse fattezze di bestia o di cristiano. Una fata, che si trovò presente al parto, dette per sicuro che egli avrebbe avuto molto spirito: e aggiunse di più, che in grazia di un certo dono particolare, fattogli da lei, avrebbe potuto trasfondere altrettanta dose di spirito e d’intelligenza in quella persona, chiunque si fosse, che egli avesse amato sopra tutte le altre. Questa cosa consolò un poco la povera regina, la quale non poteva darsi pace di aver messo al mondo un brutto marmocchio a quel modo!
[Enrichetto dal ciuffo, Perrault]

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Henry Morin

Una volta, nel cuor dell’inverno mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d’ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch’ella pensò: – Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra! . Poco tempo dopo, diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l’ebano; e la chiamarono Biancaneve.
[Biancaneve, Grimm]

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Benjamin Lacombe

C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto; e perché il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Ed ecco, subito dopo, il re giunse nel villaggio, e nessuno sapeva che era il re; e quando domandò alla gente che novità ci fossero, gli risposero – In questi giorni è nato un bambino con la camicia della fortuna; uno così avrà fortuna, qualunque cosa faccia.
[I tre capelli d’oro del diavolo, Grimm]

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Otto Ubbelohde

Quando nasce un bambino, comincia una nuova fiaba.
Benvenuto, piccolo eroe! E in bocca al lupo.

ghirlanda di benvenuto

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