se hai bisogno, chiama

Kandinsky_Paar_blu

«”Quel pescatore, oggi. Ci ha augurato buona fortuna”. Scosse la testa. “Anch’io ce l’auguro. Ne avremo bisogno, di fortuna”.
Andò in bagno e sentii l’acqua scorrere nella vasca. Uscii e mi sedetti sui gradini della veranda a fumare una sigaretta. Fuori era buio e tranquillo. Guardai in direzione della città e vidi un vago chiarore in cielo e banchi di nebbia salire nella valle dal mare. Cominciai a pensare a Susan. Poco dopo, Nancy uscì dal bagno e sentii la porta della camera da letto richiudersi. Rientrai, misi un altro pezzo di legna sul fuoco e aspettai finché le fiamme non cominciarono a salire su per la corteccia. Poi andai nell’altra camera da letto e tirai giù le coperte. Rimasi a fissare i fiori stampati sulle lenzuola. Poi mi feci una doccia, mi infilai il pigiama e andai di nuovo a sedermi accanto al caminetto. Quando rialzai gli occhi verso la finestra, notai qualcosa muoversi nella nebbia e vidi un cavallo che pascolava nel giardino davanti.

«Andai subito alla finestra. Il cavallo alzò la testa e mi guardò per un attimo, poi tornò a brucare l’erba. Un altro cavallo sbucò dalla nebbia, passando accanto alla macchina, e si mise a brucare l’erba del prato anche lui. Accesi la luce della veranda e mi misi a guardarli. Erano grandi cavalli bianchi dalla lunga criniera. Dovevano essere usciti da uno dei recinti o da un cancello lasciato aperto in una delle fattorie vicine. In qualche modo erano finiti nel nostro giardino. Si stavano divertendo un mondo, godendosi la loro scappatella. Però erano anche nervosi; in piedi dietro la finestra, riuscivo a vederne il bianco degli occhi. Abbassavano e rizzavano le orecchie mentre strappavano grossi ciuffi d’erba. Ne arrivò un terzo e poi un quarto. Era un branco di cavalli bianchi e stavano pascolando nel giardino davanti alla casa.

«Andai in camera da letto e svegliai Nancy. Aveva gli occhi rossi e gonfi. Aveva i bigodini nei capelli e sul pavimento ai piedi del letto c’era una valigia aperta.
“Nancy”, le dissi. “Tesoro, vieni a vedere cosa c’è in giardino. Vieni a vedere. È una cosa che devi assolutamente vedere. Non crederai ai tuoi occhi. Dai, sbrigati”».

(Raymond Carver, Se hai bisogno, chiama)

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