il fascino della palude

Ernst_Max-Forest_and_Dove

Così direbbe un prof. di letteratura italiana:

Nei poemi cavallereschi c’è sempre un bosco-foresta-selva in cui il protagonista di turno si smarrisce. Smarrirsi, non perdersi. C’è una bella differenza:
 perdere (dal verbo latino pereo) si collega al concetto di distruzione: se perdi una cosa è perché è andata distrutta, non esiste più;
– smarrire (dal verbo germanico marrjan) si ricollega ai concetti di impedimento e confusione: se smarrisci qualcosa non la trovi, ma da qualche parte c’è ancora.
Il cavaliere che smarrisce qualcosa o che si smarrisce ci riporta alla queste ovvero “ricerca”, lo scopo ultimo di tutti i poemi cavallereschi.

Può accadere che nel bosco ci sia uno specchio d’acqua o una fonte o uno stagno, qualcosa o qualcuno che ti offre ristoro e, con garbo e gentilezza, ti invita a non proseguire. E tu resti lì, fermo.
Questo è l’incanto della fata Melusina.

Melusina

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3 pensieri su “il fascino della palude

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