diecimila

Scrive Richard Sennett ne L’uomo artigiano (p. 168):

Come si è accennato all’inizio del libro, diecimila ore di pratica è la misura comunemente assunta per indicare il tempo che occorre per diventare un “professionista” nel proprio campo. È un numero che, come osserva lo psicologo Daniel Levitin, ritorna spesso negli studi condotti su compositori, giocatori di pallacanestro, romanzieri, pattinatori sul ghiaccio, nonché sui maestri del crimine. […] Lasciando da parte il caso dei grandi criminali, diecimila ore non sono sono realmente un’enormità. Vuole dire allenarsi tre ore al giorno per dieci anni, che è in effetti quanto dura mediamente l’addestramento dei giovani nelle varie discipline sportive. I sette anni di apprendistato degli orafi medievali rappresenterebbero un po’ meno di cinque ore al giorno di lavoro al banco, il che concorda sulle notizie che abbiamo sulle botteghe artigiane. Gli snervanti turni di lavoro degli specializzandi in medicina durante il tirocinio in ospedale arrivano a comprimere quelle diecimila ore in tre anni.

Orsù, al lavoro.

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