su san Patrizio

Il trifoglio come rappresentazione divina, i serpenti ricacciati nel mare, il pozzo che porta al Purgatorio – tante sono le storie fiorite intorno a san Patrizio e tutte iniziano laddove finiscono quelle sui Tuatha De Danaan e Tir na n-Og, la Terra della Giovinezza. Questa è di gran lunga la mia preferita.

Un bel giorno portarono dal vescovo Patrizio un vecchio talmente rinsecchito da sembrare un ramo secco, così rattrappito da non potersi quasi muovere, con gli occhi così consumati da non vedere più niente. Il vecchio disse: «Sono Oisin, figlio di Finn Mac Cumhaill, capo dei Fianna.» «I Fianna sono morti da trecento anni almeno. Non è possibile, vecchio.» «Dico la verità. Sono Oisin, e questa è la mia storia.

oisin Lynch

«L’ultima battaglia era stata combattuta da tempo, e noi Fianna, prima grandi guerrieri, passavamo il tempo andando a caccia. Un bel giorno inseguimmo una cerva fin sulle rive del lago. Un cavallo di un bianco splendente galoppava sull’acqua verso di noi. In sella c’era la donna più bella che avessi mai visto. “Mi chiamo Niamh dai Capelli d’Oro – disse – Mio padre è il re di Tir na n-Og. Nel mio paese è giunta voce della bellezza e della grandezza d’animo di Oisin. Sono venuta fin qui per lui. Se vuoi sposarmi, Oisin, ti porterò laddove non esistono dolore e vecchiaia. Ma se accetti, non potrai più tornare indietro”. “Scelgo te sopra tutti gli altri” le dissi. Strinsi forte mio padre, salutai amici e compagni, piansi. Poi montai in sella dietro la bella Niamh e, dopo varie avventure, arrivai a Tir na n-Og. Fui accolto a braccia aperte dal re, sposai Niamh, e vissi con lei e con i nostri tre figli una vita felice. Ma un giorno mi venne voglia di tornare nella mia vecchia casa, da mio padre e dai Fianna. Niamh mi disse piano: “Prendi il mio cavallo, che conosce la strada. Ascoltami, Oisin: non scendere da cavallo o non potrai tornare mai più.” Cominciò a piangere “Te lo dico ancora, Oisin: se il tuo piede sfiora il suolo, non rivedrai mai più Tir na n-Og”. Poi scoppiò in singhiozzi disperati “Oisin, per la terza volta ti avverto: se metti piede sulla terra irlandese non tornerai più da me, mai più. Ora va’, ma bada che è trascorso più tempo di quello che pensi, e molte cose sono cambiate nel mondo che conoscevi.” Salutai Niamh, montai in sella e il cavallo mi riportò nella terra dei Fianna. Ma non era più la terra dei Fianna. Non c’era più traccia dei miei compagni, dei sentieri nei boschi dove andavamo a caccia, del bianco forte che era la nostra casa. Pieno di una tristezza senza fine, galoppai fino a un villaggio. Non avevo mai visto persone così piccole e gracili: vidi un gruppo di lavoratori affannarsi intorno ad una lastra di pietra, e alcuni di loro gridavano chiamandomi in aiuto. Mi avvicinai: uno degli operai stava per essere schiacciato. Mi avvicinai ancora di più e sollevai la pietra, che per loro era evidentemente troppo pesante. Per lo sforzo, il sottopancia della sella si slacciò e io caddi a terra. Il cavallo galoppò via più veloce del vento. Io non potevo più muovermi: ero diventato il vecchio che adesso vedi. Inerme, indifeso, senza speranza e senza futuro.»

Patrick’s scribes wrote these stories down and that is why Oisin and Finn, the Red Branch Heroes and the Tuatha De Danaan live on, through their legends, to this day.

Così finisce questo racconto nella versione che ho trovato in The names upon the arp.

Anche se i racconti sono illustrati (molto bene, per altro) e adattati a un pubblico non adulto, il libro riporta un’interessante appendice sulla pronuncia corretta dei nomi irlandesi. Le indicazioni sono date prendendo come riferimento la pronuncia inglese; le sillabe in italic sono quelle accentate. Buona fortuna!

Tuatha De Danaan   too-ha day dan-an

Tir na n-Og   teer na nogue

Oisin   ush-een

Finn Mac Cumhaill   fin ma kool

Fianna   fee-a-na

Niamh   nee-uv

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6 pensieri su “su san Patrizio

  1. Sarà perché da loro piove tanto…
    Vabbè, ma allora San Patrizio nelle storie, scusa, che fa? non sistema tutto?
    Secondo me poteva almeno richiamare il cavallo…
    Eh?

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